Occorre innanzitutto chiarire un punto fondamentale su questo film: non lasciatevi fuorviare dal titolo! Eh già, perché Happy Family non parla di famiglia, contrariamente a quanto detto altrove. Si parla di molte cose, ma non certo di famiglia e non rientra in una qualche trilogia “familiare” assieme a Genitori e Figli e Mine Vaganti. E, soprattutto , accostare Happy Family a quest’ultimo, o peggio, i due autori, è blasfemia, reato punito con la pena capitale da qualche parte ancora oggi.
“Preferisco leggere o vedere un film piuttosto che vivere … nella vita non c’è una trama!”: questa citazione di Groucho Marx riassume il nuovo film di Salvatores che con leggerezza ed ironia, supportato da un cast in discreta forma (finalmente Abatantuono in un ruolo che gli calza a pennello), racconta della paura di vivere e della paura di essere felici. E ne parla senza mai apparire pretestuoso e senza mai salire in cattedra, ma facendo ed omaggiando il Cinema (oltre al meta-racconto, il film è pieno zeppo di citazioni: sarebbe divertente individuarle tutte, io ho visto citato persino Hero, di Zhang Yimou di qualche anno fa).
Se l’impianto teatrale che Salvatores ha voluto dargli appesantisce un po’ il racconto e se il film manca di ritmo nella prima parte, dopo la mezz’oretta iniziale il ritmo aumenta e il film migliora.
In definitiva, se non vi spaventa un racconto non convenzionale, dove si sorride e si riflette con garbata intelligenza, venite a vederlo assolutamente.
Altrimenti, bè, c’è sempre Mine Vaganti
(U.P.)










Non so se si tratta di una recensione sul film Happy family o di una critica a Mine Vaganti. In ogni caso accetto il consiglio sul primo e condivido in pieno sul secondo!!!
Anch’io non ho visto Happy family ma Mine Vaganti l’ho trovato veramente, ma veramente brutto