A seguito dei recenti pronunciamenti in merito all’utilizzo degli occhiali 3D (parere 12153 del Consiglio Superiore di Sanità datato 15 Marzo 2010, e circolare 12486 del Ministero della Salute del 17 Marzo 2010), ed a causa dell’incompleta informazione offerta in queste ore da diversi organi di stampa, desideriamo precisare quanto segue:
- Contrariamente a quanto riportato, non esiste – allo stato attuale – alcun divieto all’utilizzo di sistemi 3D dotati di occhiali riutilizzabili (ovvero, i sistemi 3D XpanD e Dolby). E di conseguenza, non c’è alcun obbligo all’impiego esclusivo di occhiali usa e getta (sistemi Real D e Master Image).
- Il Consiglio Superiore di Sanità ha espresso il parere (non vincolante) che la visione di film tridimensionali sia controindicata per i bambini al di sotto dei sei anni, e che anche negli adulti debba essere limitata ad un intervallo di tempo ragionevole, pari ad uno spettacolo.
Il Ministero, con la circolare successiva, ha recepito questa indicazione iniziale introducendo l’obbligo per le sale ad informare chiaramente gli spettatori di questi due aspetti. Dunque, anche in questo caso a differenza di quanto riportato, non esiste – allo stato attuale – un divieto alla visione di film in 3D da parte dei bambini fino a 6 anni: i genitori devono essere adeguatamente informati della controindicazione da parte del CSS, ma possono decidere liberamente sull’opportunità di far accedere i bambini agli spettacoli tridimensionali.
- E proprio in merito a questa questione, ci preme riportare nuovamente l’autorevole parere del Prof. Matteo Piovella, Presidente della Società Oftalmologica Italiana: “(…) Si può fare un parallelo con lo schermo del PC – spiega l’esperto – che di per sé non e’ dannoso, ma in persone che hanno già dei difetti alla vista può dare da subito qualche piccolo fastidio. In questo caso si parla di una tecnologia conosciuta da decenni e ben studiata, e non ci sono evidenze di problemi creati dagli occhiali. In alcuni soggetti, come ad esempio quelli che poggiano la capacità visiva prevalentemente su un solo occhio o quelli che hanno piccoli difetti visivi, si può avere qualche disturbo, che non va mai però oltre un leggero mal di testa o, nei casi più gravi, un senso di nausea che spariscono in breve tempo”. (Fonte: ANSA).
- I sistemi tridimensionali che usano gli occhiali monouso sono completamente diversi da quelli, come il nostro, che impiegano sofisticati occhiali riutilizzabili: non è assolutamente possibile, diversamente da quanto riportato da alcune fonti giornalistiche, scegliere di passare all’occhiale monouso da un giorno all’altro. L’occhiale è solo uno dei tanti elementi della tecnologia tridimensionale, che parte da un proiettore Digitale particolare, da lenti, filtri, centraline elettroniche, sistemi informatici ad hoc, fino addirittura allo schermo, che deve essere sostituito nelle sale “usa e getta” con un cosidetto silver screen, che ha l’effetto di alterare i colori e compromettere la visione degli spettatori seduti ai lati della sala.
- Un ipotetico divieto completo dei sistemi 3D riutilizzabili (che, lo ripetiamo, al momento non esiste, ma nell’eventualità, l’Italia sarebbe l’unico paese al mondo ad introdurre) comporterebbe un danno economico di decine di migliaia di Euro per oltre 400 sale in Italia, con chiusure e perdite occupazionali in un settore che oggi, anche grazie al 3D, è in una fase di lenta ripresa. E una ricaduta anche sugli spettatori, che sarebbero privati dei due sistemi tridimensionali che offrono l’esperienza migliore (luminosità, fedeltà cromatica, angolo di visione) e potrebbero dover attendere oltre 6 mesi per la riconversione (in peggio) delle sale… senza contare i danni ambientali dovuti alla necessità di smaltire milioni di occhiali usa e getta.
- Nell’attesa che gli organi competenti si pronuncino sulla questione, è invece fondamentale che chi come noi impiega un sistema con occhiali riutilizzabili rassicuri gli spettatori sulla trasparenza delle procedure di gestione e pulizia degli stessi.
- Per quanto ci riguarda, sin dall’inizio delle nostre proiezioni 3D usiamo un protocollo di disinfezione che garantisce l’assoluta assenza di rischio contagio di alcun tipo.
Riteniamo che, nell’attesa che vengano stabilite procedure standard per tutte le sale alle quali ovviamente ci atterremo, questo sistema offra al nostro pubblico un livello di sicurezza assolutamente adeguato: una situazione ben diversa dal “far west” descritto da alcuni media e dal Codacons. A breve avremo un documento ufficiale della ASL territoriale che certificherà il corretto protocollo per la disinfezione degli occhialini.
- A titolo personale ed a livello Associativo stiamo monitorando la situazione con estrema attenzione, ed useremo anche questo canale di comunicazione per informarvi puntualmente di eventuali sviluppi; restiamo comunque a disposizione per qualunque chiarimento.
A titolo informativo, di seguito riportiamo il comunicato stampa congiunto di ANEC e ANEM.
ANEC E ANEM SUGLI OCCHIALI 3D: NO A MISURE RESTRITTIVE DELLA LIBERTA’ DI MERCATO
Roma, 17 Marzo 2010
L’Anec e l’Anem, associazioni rappresentative degli esercenti cinematografici italiani, esprimono “fortissima preoccupazione” in merito alla confusione in atto riguardo la questione “occhiali 3D”.
“Siamo di fronte – dichiarano le associazioni – ad una vera e propria campagna di ingiustificato allarmismo e di non corretta informazione.
Al fine di scongiurare l’adozione di azioni restrittive della libertà di mercato e di non contribuire a procurare allarme ingiustificato, si ricorda che oltre 14 milioni di spettatori hanno visto in Italia film in 3D decretando un successo in costante crescita e che gli episodi conosciuti di reali conseguenze a seguito della visione di questi film che richiedono l’uso degli occhiali sono assolutamente trascurabili.
Non neghiamo l’autorevolezza del Consiglio Superiore della Sanità, ma ci domandiamo come mai non siano state ascoltate le aziende produttrici, come mai non siano state ascoltate le aziende dell’esercizio, come mai non siano state valutate le differenze tra i vari sistemi di proiezione, come mai non si sia entrati nel merito specifico.
Autorevoli esperti in oftalmologia italiani e stranieri hanno valutato in modo ben diverso i rischi e le conseguenze collegati ad una visione di questi film, che sono proposti in tutto il mondo senza l’insorgere delle polemiche sollevate in Italia.
Le Associazioni degli esercenti richiedono urgentemente un esame più approfondito della problematica prima della adozione di qualunque provvedimento e una valutazione che tenga conto anche delle legittime opinioni e conoscenze della professione cinema.
Gli esercenti ribadiscono che la tutela dei consumatori è loro interesse primario, tanto quanto la tutela degli investimenti economici e produttivi che hanno consentito il ritorno di tanti spettatori al cinema e la conseguente tutela della occupazione specifica addetta.
Si è consapevoli che fra poco avremo la diffusione casalinga dei sistemi 3D, sempre con gli occhiali e senza alcun controllo temporale del loro utilizzo?
Si è consapevoli che i vari sistemi di proiezione in 3D con l’utilizzo dei propri specifici occhiali non sono compatibili tra loro e quindi non si tratta di fare una scelta tra “monouso” e “riutilizzo”, ma tra un sistema tecnologico e un altro (per esempio tra l’utilizzo di occhiali polarizzati o occhiali attivi o passivi)?
Di tutto questo e altro l’Anec e l’Anem sono pronte a discutere in tutte le sedi competenti.
(U.P.)










